Orti di Santa Chiara

Orti di Santa Chiara 2018-03-26T16:49:30+00:00

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE CONDIVISA

Orti di Santa Chiara è un gruppo di progettisti e persone dalla sensibilità e formazione diversa aggregate da un progetto comune: rigenerare un frammento di città per ridonarlo ai cittadini, ovvero la piazza-giardino retrostante lo Spazio Gerra. A seguito di un’azione di toponomastica partecipata realizzata nel 2013, l’area ha ripreso il suo antico nome di Orti di Santa Chiara dovuto alla preesistenza storica degli orti del convento delle Clarisse.

Il gruppo, coordinato da Anna e Gian Franco Gasparini, è sempre aperto ad accogliere nuove persone, cittadini e professionisti di ogni settore con la voglia mettersi in gioco e di condividere una progettazione fatta di scambio di idee, racconti e suggestioni prima ancora che di disegni. Su questo si è basata la nostra storia e da qui siamo partiti nell’ottobre 2016 per realizzare una decina di “frammenti nel frammento”: 10 micro-progetti che formano insieme il grande progetto di rigenerazione dell’area. Quali sono?

Scopriteli partecipando ai nostri incontri! 

https://www.facebook.com/ ortidisantachiara/

LO SPAZIO

La cinta delle mura comunali, iniziatesi a costruire nel 1199, comprendeva al suo interno anche vaste aree a verde. E’ questo il caso di tutta la zona compresa tra le attuali Corso Cairoli, Via Fianchetti, Viale Isonzo, Viale Allegri.

Qui trovarono sede i francescani che posero la prima pietra della loro chiesa il 25 aprile del 1244. Quando, nel 1256, i frati si trasferirono nell’attuale palazzo dei Civici Musei, cedettero alle consorelle monache di S. Chiara la loro prima chiesa, che qui eressero il loro monastero di clausura. La presenza di queste religiose isolate in mezzo ad una vasta distesa di orti e di campi originò il nome di “Prati di S. Chiara”, nome che caratterizzò tutta la zona sino alla costruzione dell’edificio della Caserma Zucchi, attuale sede dell’Università di Modena e Reggio. La chiesa di Santa Chiara restaurata nel 1313 e nel 1431 venne poi abbattuta nel 1584 quando la comunità di Reggio ritenne sconveniente mantenere un convento di suore in una zona così isolata e soprattutto troppo contigua ai nuovi alloggiamenti delle truppe di servizio alla cittadella che occupava l’area degli attuali giardini pubblici.

(Attilio Marchesini)